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Amicizia e carità – Casa Legàmi

Giovedì 20 novembre 2025 due importanti realtà giovanili si sono incontrate a Busto Arsizio nella sede di Stoà, nella forma di un incontro di catechesi: Stoà e Legàmi. Si è trattato di un incontro incentrato su due temi: carità e amicizia, temi centrali sia per Stoà, ma ancor più per Legàmi. Per introdurci questi concetti, i ragazzi di Legàmi: Valeria, Davide, Marco e Cristian hanno utilizzato un approccio singolare: distribuendo a ciascuno una storia di vita, diversa per tutti. Storie di persone più o meno fortunate, e ci hanno chiesto di immedesimarci totalmente.

Alcuni esempi:

“Mi chiamo Arturo, e ho 59 anni. Sono divorziato e da giovane ho lavorato per diversi anni facendo manutenzione alle strade, ma dal momento che ho vissuto una vita fatta di eccessi di alcool ho perso lavoro, famiglia e casa. Ormai sono vent’anni che non abito più in una casa. Ho chiuso con l’alcool ma ogni tanto mi tocca andare all’ospedale a fare esami al fegato. Da qualche anno vivo in un piccolissimo locale riscaldato messo a disposizione da un’anima buona e durante la giornata mi piace occuparmi dei giardini, ed in particolare di una grotta nella quale vi è la statua di una madonnina, mia sostenitrice e protettrice nei momenti difficili”.

“Io sono Azzurra e ho 8 anni, vivo in periferia a Trapani. Non vado spesso a scuola, mi annoio; preferisco stare a casa con i miei cagnolini. Mamma e papà non ci sono mai. Nel mio quartiere la vita è difficile, dicono: in giro c’è molta sporcizia e poi so che molti dei genitori dei miei amici non lavorano e allora fanno cose brutte. Ma a me non interessa: mi basta avere mio fratello e i nostri cagnolini, e sono felice”.

“Pietro, dirigente, 35 anni. La crisi ha colpito un po’ tutti ma ce l’abbiamo fatta a rimanere in corsa. Lavoro in una grande azienda con più di 4000 dipendenti come addetto alle vendite in Italia e all’estero. Il mio matrimonio purtroppo è fallito, non riuscivo a tenere insieme lavoro e famiglia. Il mio unico rimpianto è di non riuscire a stare con mia figlia, Milena, che cresce sempre più lontano da me, con sua mamma”.

Partendo da queste e molte altre storie abbiamo riflettuto su una diversa profondità della carità, fondata sui rapporti umani, e che vede protagonisti allo stesso modo chi dà e chi riceve (ma in fondo, in questo caso si possono ancora distinguere questi due ruoli?). 

Ma perché dedicare il proprio tempo a una simile esperienza? Mettersi insieme in ascolto della parola e poi uscire in strada senza niente da offrire, “a mani vuote”, ai bisognosi se non la propria presenza?

Davide racconta un aneddoto: un padre aveva adottato una bambina, ma questa si rivelava ogni giorno molto difficile da gestire. Nonostante ciò, la coppia di genitori adottivi continuava a prendersene cura senza contare stoviglie rotte e altri disastri, finché un giorno, la piccola disse, con tutta la calma e l’innocenza del mondo: “Ma papà lo sai perché mi comporto così? Perché sono soltanto una bambina adottata”. Da quel giorno quel padre decise che avrebbe provato ad esserci per tutte quelle persone che si sentono “soltanto”, e da quel padre la missione è passata ai ragazzi di Legàmi, e ora a noi.

Noi dobbiamo esserci per chi si sente un “soltanto”: un giorno sei tu, un giorno sono io, si accoglie e si è accolti, anche da chi meno ce lo aspettiamo. Molto spesso sono proprio i meno fortunati che ci rendono migliore la giornata, e molto spesso siamo proprio noi a sentirci “soltanto”: soltanto scarsi a calcio, soltanto poco simpatici, soltanto sfigati, soltanto non abbastanza, …

I giovani di Legàmi raccontano che uno dei lati positivi del gruppo è il fatto che nel corso del tempo c’è stato una grande trasformazione dei volti che la vivono, anche se il fulcro non è mai cambiato: mettersi in ascolto del mondo e del Vangelo.

Valeria, parlando di una delle sue prime uscite con Legàmi, racconta alcuni di quelli che erano i suoi pensieri: “Incontrerò persone… , mani fredde… , cose tristi…”, e invece alla fine della serata quegli incontri si sarebbero rivelati pieni di calore. Un esempio: arrivati a trovare un uomo che era solito dormire sotto un portico, questo le chiese di sedersi vicino a lei. Valeria, in un primo istante incerta, stava per sedersi, quando:

“Aspetta, non vedi che è sporco? Ti do il mio cuscino”

Incontri come questo, usando le sue stesse parole, ti “ribaltano”, perché da un lato ti rendi conto di come gli altri, qualunque sia la loro condizione, sono sempre diversi da come potresti immaginare; dall’altro lato ci si accorge del fatto che siamo tutti uguali, anzi, fratelli in quanto uomini.

Marco ci lascia con un’ultima frase: “Sentirsi vicini e in qualche modo simili, ci fa riconoscere davvero come fratelli. Questo profumo di semplicità è quello che dà la spinta, il desiderio di incontrare persone e Gesù”

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Autori

  • Sono Isacco Speroni, ho 21 anni, studio alla facoltà di giurisprudenza all’università dell’Insubria, le mie passioni sono la letteratura e la montagna. Leggo saggistica, fantasy, e naturalmente i classici. Oltre a leggere, sono solito scrivere testi sia di poesia che di prosa, degli argomenti più disparati. Amo la montagna in tutte le stagioni, e ritengo che una buona escursione per arrivare a vedere un buon panorama sia una delle esperienze più soddisfacenti che la vita ha da offrire.

  • Sono Simone, ho 20 anni e studio ingegneria biomedica. Mi piace lo sport, il disegno, la musica e filosofare! Vedo Stoà come un luogo prezioso: oltre che una casa accogliente è anche uno spazio in cui si può ascoltare ed essere ascoltati. Penso che la sua parte migliore stia nel fatto che ci si può sempre mettere in gioco insieme: condividere bellezza, pensieri, parole... Vita!

Isacco Speroni

Sono Isacco Speroni, ho 21 anni, studio alla facoltà di giurisprudenza all’università dell’Insubria, le mie passioni sono la letteratura e la montagna. Leggo saggistica, fantasy, e naturalmente i classici. Oltre a leggere, sono solito scrivere testi sia di poesia che di prosa, degli argomenti più disparati. Amo la montagna in tutte le stagioni, e ritengo che una buona escursione per arrivare a vedere un buon panorama sia una delle esperienze più soddisfacenti che la vita ha da offrire.

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