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RIFLESSIONI SU… “DIALOGO SULL’AMORE: MENTE E CERVELLO A CONFRONTO”

Nella serata di domenica 17 marzo, presso Stoà a Busto Arsizio, si è tenuto l’evento “Dialogo sull’amore: mente e cervello a confronto” della rassegna Filosofarti.

In questo incontro abbiamo affrontato la tematica dell’amore, osservata nel suo visibile e invisibile. L’evento ha visto tre giovani dare voce a tre discipline diverse, portando in questo modo tre diversi approcci e punti di vista su questo argomento. Rispettivamente, John Bertone ha trattato le neuroscienze, Giovanni Galli ha dato voce alla filosofia e Virginia Stefani ha personificato la teologia. Infine, il dott. Paolo Iervese, professore di un liceo di Busto Arsizio e psicoterapeuta, ci ha portato un nuovo punto di vista sull’amore, mettendo insieme i diversi aspetti visibili e invisibili che le tre discipline ci hanno illustrato.

Noi del gruppo delle Penne di Stoà abbiamo deciso di raccogliere i pensieri e le osservazioni dei partecipanti, dai giovani ai più adulti, al fine di creare un collage di riflessioni. Attraverso domande semplici, abbiamo cercato di stimolare gli intervistati per avviare un breve confronto e ottenere un parere, con l’obiettivo di generare un dibattito e una valutazione sull’incontro. Questo perché crediamo che le riflessioni emerse siano ispirazione per altri, dimostrando così come questi incontri possano essere un’opportunità di crescita personale e di approfondimento.

Cosa pensavi prima dell’incontro? Ti eri fatto un’idea sul tema?

“È la prima volta che partecipo a filosofarti, ho apprezzato molto il modo in cui hanno organizzato l’incontro, perché era molto interattivo. Questo mi ha aiutato a immedesimarmi in quello che è stato proposto, si crea un confronto tra l’interlocutore e chi ascolta, di conseguenza, è stato molto più coinvolgente e semplice seguire…”

(Ragazzo, 20 anni)

“Pensavo che l’incontro sarebbe stato un dibattito tra razionalità e sentimento. Mi immaginavo si parlasse della difficoltà nel perseguire la “strada giusta”, della difficoltà di utilizzare nelle proprie scelte ragione e sentimento…”

(Ragazza, 21 anni)

“Le prospettive sono state positive proprio perché, nonostante io conoscessi i temi e anche il grado di preparazione degli interlocutori, in realtà si sono superati. Sono stati molto fluidi, capaci di rispondere alle domande dal pubblico e non si sono mai incartati, quindi hanno superato tutte le aspettative.”

(Ragazzo, 31 anni)

Hai scoperto qualcosa di nuovo? E pensi che questo incontro possa educarti nelle tue future relazioni?

“Più che altro mi hanno tutti confermato che tutto è sempre un’evoluzione e che non sapremo mai abbastanza. La cosa che mi porto dietro è il fatto che bisogna continuare a studiare e investigare perché non abbiamo ancora una risposta definitiva.”

(Ragazza, 28 anni)

“Si, molto. Soprattutto, avendolo affrontato da più punti di vista, adesso capisco anche meglio come funziona la mia testa e la mia persona in diversi contesti e capisco meglio come funziono io mentre mi relaziono con gli altri.”

(Ragazzo, 19 anni)

“Credo che questo incontro mi abbia dato l’opportunità di rafforzare, confermare ciò che applicavo già nelle mie relazioni, ponendo di più l’attenzione anche nella relazione con Dio.”

(Ragazza, 21 anni)

Pensi che l’amore abbia effettivamente così tante sfaccettature? Oppure sia più concreto e quotidiano?

“Allora immagino che l’amore sia un po’ più basico, perché è chiaro, stasera abbiamo avuto l’occasione di ascoltare un approfondimento spacchettato dell’amore, ma ritengo che in realtà l’amore sia molto più concreto, molto più istintivo, perché altrimenti non si spiegherebbe come tanti non conoscono tutto quello che c’è dietro l’amore e quello che in realtà è.”

(Uomo, 58 anni)

“Ha tante sfaccettature all’inizio, che poi sfociano in poche cose, che può essere l’amore passionale, l’amore compassionevole, l’amore fisico. Però il come queste tre categorie poi si presentino alla vita reale, può avere tante sfaccettature, cioè anche il semplice incontro, la semplice affinità sentimentale non è così semplice. Le coppie non sono tutte uguali, anche perché si creerebbe quell’elemento di monotonia che porterebbe ad una rottura molto immediata.”

(Ragazzo, 31 anni)

Credi che esista l’anima gemella?

“Mah…l’anima gemella non penso esista. Esiste, invece, la capacità di sostenere un rapporto a lungo termine; infatti, come è stato detto prima nell’incontro, la vita affettiva è molto breve perché dura al limite quattro anni, ma in realtà è forse ancora più breve. Perciò, sostenere un rapporto molto più a lungo implica molta energia e impegno.”

(Uomo, 58 anni)

“Non lo so, ci ho riflettuto molto. Se si porta avanti un rapporto a lungo, tanto è dovuto anche alla parte razionale, quindi alla dedizione e all’impegno che ci metti nella relazione con l’altra persona. L’anima gemella la vedo più come “compatibilità” in ogni tipo di situazione, e secondo me, naturalmente, è un qualcosa che non esiste, ma che si può creare.”

(Ragazza, 24 anni)

“L’anima gemella è un qualcosa che non si trova, ma si costruisce. Oggi le ingerenze dal punto di vista sociale rispetto alcuni meccanismi, sono molto forti e anche commercializzabili. Quindi è chiaro che nel momento in cui hai qualcosa su cui economicamente puoi guadagnare ci investi. L’idea proposta nei film, nei cartoni, nelle pubblicità di questa ricerca per l’anima gemella è falsata dalla vendita di un “prodotto” semplice e appagante nell’immediato. Se devi cercare, ti metti, vai, viaggi, ti puoi anche divertire, se devi costruire, invece, ti devi rimboccare le maniche…”

(Donna, 52 anni)

“Si, ma non credo sia perfetta. Credo che esista quella persona che in un certo senso sia “riservata” per te e che Dio ha deciso che fa parte del tuo progetto. Credo però come già anticipato che la persona non è perfetta, ognuno ha i propri punti deboli e sono anche quelli ciò che ci rendono unici.”

(Ragazza, 21 anni)

“La vera domanda secondo me non è tanto se esista, ma se sia necessaria. Cioè? È veramente necessario avere l’idea di un’anima gemella per vivere a pieno amore? o alla fine è un’illusione che noi ci costruiamo per la paura di incontrare persone o semplicemente perché non siamo mai soddisfatti di ciò che abbiamo? Quindi sì, esiste l’anima gemella, secondo me, ma allo stesso tempo non è necessaria per poter avere una grande storia d’amore. Anche perché, come dice la neuroscienza, molte storie d’amore che funzionano hanno anche elementi di discussione e litigio.”

(Ragazzo, 31 anni)

Inserisci Dio nelle tue relazioni? Pensi che sia necessario?

“Io sinceramente in questo momento della mia vita non lo so. È una cosa a cui punterò a scoprire più avanti, man mano che crescerò, mi farò delle idee un pochino più concrete di quello che è il mio bagaglio esperienziale, oggi. Io in questo momento ho come esempio quello dei miei genitori, dove il loro legame è sì sentimentale, a livello filosofico, ma anche a livello teologico, c’è qualcosa che li lega di più profondo, che io in questo momento non ho ancora capito, però spero di arrivarci un giorno.”

(Ragazzo, 20 anni)

“È la base. Una donna, un uomo, è in grado di amare quando vive un’esperienza di amore, e l’esperienza d’amore gratuita che si può vivere è quella di Dio, attraverso l’amore che ti dà il padre e la madre, Dio diventa tutti e due. È un amore che non ha bisogno di essere meritato, è libero, genuino.”

(Donna, 45 anni)

“Per una persona credente può essere molto importante Dio all’interno della relazione, perché aiuta a mantenere i valori della religione che si sceglie…”

(Ragazza, 19 anni)

“Sì! O almeno ci provo, spesso ho fatto fatica a capire esattamente come inserirlo, ma alla fine credo solo sia questione di affidarsi a lui. Sa quello che sta facendo.”

(Ragazza, 21 anni)

“Più che Dio in sé, perché comunque anche la quota di ateismo è in forte aumento, è il valore cristiano. Cioè molte persone dicono, io sono ateo, non credo in Dio, ma vivono secondo i precetti cristiani, che sono quelli della scuola, della nostra vita occidentale. Quindi, secondo me, una storia d’amore efficace si basa su valori cristiani che possiamo vivere inconsciamente o in modo esplicito, non serve per forza ricondursi alla parola Dio. Poi è ovvio che il cattolico praticante, parlerà sempre di Dio. Però secondo me è più importante vivere nei precetti cristiani piuttosto che trovare una valorizzazione esplicita di Dio e della religione.”

(Ragazzo, 31 anni)

Ecco alcune foto dell’evento:

I tre protagonisti, l’amore Neuroscientifico, Filosofico e Teologico interpretati rispettivamente da: John Matteo Bertone, Giovanni Alberto Galli e Virginia Stefani
Giovanni Alberto Galli (ph: Giulio Evangelisti)
Dott. Paolo Iervese (ph: Giulio Evangelisti)
Virginia Stefani (ph: Giulio Evangelisti)

Questo articolo, della rubrica “Le Penne di Stoà”, idea nata da giovani per i giovani, vuole essere un’occasione e un invito per venire a conoscere Stoà e tutti coloro che la frequentano tenendo a mente che i giovani hanno la responsabilità di alimentare e costruire la comunità pastorale per loro stessi e per i giovani del futuro.

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