Argomentativo

FIORETTO

È iniziata la quaresima, un periodo che viene accompagnato da un piccolo (ma GRANDE) gesto: il fioretto.

Che cos’è un fioretto? Perché si fa e che valore ha al giorno d’oggi nella nostra e nelle altre culture?

Il fioretto è una rinuncia di qualcosa che comporti un sacrificio, di qualcosa di superfluo al quale però si dà valore e si tiene. Il fioretto non è fine a se stesso, ma è il tempo che scegliamo di sottrarre ad un’attività che ci piace e che invece decidiamo di dedicare per cose che spesso trascuriamo, ma importanti per avviarci alla Pasqua; come pregare. È considerato un allenamento dello spirito che ci porta alla purificazione in tempo quaresimale, ci insegna a fare a meno delle cose materiali, ci insegna che c’è una dimensione spirituale più importante di quella materiale anche se spesso ce ne dimentichiamo. La sua durata non è prestabilita, è decisa dall’individuo in base alla propria sensibilità religiosa.

Dagli adulti ai bambini, tutti nella nostra vita abbiamo fatto almeno una volta il fioretto, chi in misura maggiore e chi nel proprio piccolo: da Gesù resistendo alle tentazioni del Diavolo a ogni bambino che frequenti il catechismo, a ogni fedele nelle religioni che in altre culture prevedono un altra versione di fioretto. Un esempio è il Ramadan, un mese, secondo la tradizione islamica, in cui è praticato il digiuno in occasione della prima rivelazione del Corano a Maometto.

Indipendentemente dalla propria cultura di appartenenza, il fioretto comporta però un secondo lato della medaglia: la tentazione. Nel momento in cui si decide di togliere qualcosa dalla propria vita è inevitabile che ci siano ricadute e momenti di fragilità, in cui sono importanti l’autodeterminazione e la volontà. Proprio per questa difficoltà alla quale si viene incontro, il fioretto è sicuramente un mezzo per esercitarsi ad affrontare situazioni del genere nella nostra vita di ogni giorno, un mezzo che ci insegna ad essere i veri padroni di noi stessi e a non dare nulla per scontato.

La Pasqua è un momento “straordinario” per noi cristiani, poiché stravolge le nostre convinzioni più profonde riguardo alla vita, alla morte e alla fede. Essa celebra la risurrezione di Gesù Cristo, il fondamento della fede cristiana, che rappresenta la vittoria sulla morte e il peccato. Per prepararci, il fioretto, ci permette di uscire dagli schemi del quotidiano, dell’ordinario, per andare oltre ed essere presenti con il cuore e la fede alle responsabilità prese con noi stessi e nei confronti dell’altro.

Il fioretto, è quindi scegliere di mettersi in gioco, fare anche ciò che non ci piace o di cui non vediamo immediatamente un ritorno; se nella vita non hai sfide, verifiche, gare come fai a misurarti e a sapere che stai andando nella direzione giusta? come fai a nutrire la tua fede? Devi metterti alla prova anche se costa fatica e sacrificio!

Questo articolo, della rubrica “Le Penne di Stoà”, idea nata da giovani per i giovani, vuole essere un’occasione e un invito per venire a conoscere Stoà e tutti coloro che la frequentano tenendo a mente che i giovani hanno la responsabilità di alimentare e costruire la comunità pastorale per loro stessi e per i giovani del futuro.

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