
Desire paths
La nostra storia inizia con un filo d’erba, in un prato, in un giardino di un’università. Ogni giorno gli studenti dell’università per accorciare la distanza e tagliare le curve, invece di camminare sui vialetti in ghiaia nel parco, passano direttamente sull’erba. Sono molti questi studenti che ogni giorno la calpestano, così che questa secca e muore, e succede che, di fianco ai vialetti, si creino sentieri alternativi. C’è un giardiniere nel parco di questa università, che ogni giorno si arrabbia quando vede questi studenti, e vede vanificati i suoi sforzi per curare l’erba.
-Niente da fare, non capiscono questi che non devono passare sull’erba. Anche i cartelli che avevo messo, “vietato calpestare le aiuole”, nessuno li rispetta. Bisognerebbe piazzare una recinzione, ma per farlo l’università dovrebbe dare dei fondi, e anche loro non se ne curano delle mie aiuole. Mah! Non so, non farebbe piacere a chi passa qui vedere un giardino ben curato, con l’erba verde e vigorosa, in una parola, bello?! E ognuno di questi studenti passa qui senza neanche rendersi conto che il suo passaggio uccide l’erba, e impedisce a quella nuova di crescere; ma la domanda che mi faccio è perché? Che motivo hanno di passare sull’erba, quando sono già su di un comodo sentiero di ghiaia? Ma ecco, ne vedo uno di questi studenti, proverò a chiederlo proprio a lui.
-Ehi! Ehi! Fermo! Ma che fa? Non mi sente nemmeno? O finge di non sentirmi? Non vuole fermarsi a discutere con me perché non usi i vialetti, come dovrebbe essere? Ecco, ora se n’è andato, ma ne vedo un altro, lo chiederò a lui. Ehi, tu, scusa! Perché non usi i sentieri, ma passi sull’erba? Ma che fa? Fugge? Non mi vuole rispondere? Ah, ecco un terzo studente. Ehi tu! Aspetta! Dimmi, perché non passi sui vialetti, ma calpesti l’erba? Come dici? È più veloce? E non hai mai pensato all’erba, che viene calpestata e muore, e a me, che devo seminarla nuovamente, e innaffiarla? Ecco, ora lo sai: non farlo più.
-Ecco, ora capisco anche gli altri due studenti: non volevano rispondermi non tanto per la fretta, quanto per la pigrizia, la pigrizia di chi non si pone il problema delle altre persone che esistono, e che sono disposte a non curarsi della fatica altrui, pur di fare meno fatica loro stessi. Ma sarà il motivo dietro le scelte di tutti? Non credo: voglio indagare più a fondo. Ecco, un altro studente ancora, chiederò anche a lui perché lo fa. Ehi, tu! Fermo! Perché passi sull’erba?
-L’ho sempre visto fare da tutti, non pensavo fosse un così grande problema.
-E non hai mai visto i cartelli che dicevano di non farlo?
-Sì, ma gli altri li ignoravano, e così facevo anche io: anche sulle strade c’è un limite di velocità, ma quanti non lo rispettano, anche se di poco?
-Ma comunque non andrebbe fatto, così come non bisogna camminare sul prato. Ecco, anche lui se n’è andato, e io sono ancora senza risposte. Ma ecco un’altro studente ancora, sentiamo cos’ha da dire lui. Ehi, fermo: perché passi fuori dal vialetto?
-Perché tanto passano tutti: il passaggio di uno solo non potrà certo influire così tanto sulla crescita dell’erba. Sai qual è il nome tecnico di questi sentieri? Desire paths, e uno dei motivi per cui esistono nel mondo è che i sentieri tracciati sono stati disposti male: è semplicemente naturale che la gente trovi un modo alternativo e più efficiente di attraversare il giardino.
-Sarà, sarà, ma io trovo che comunque potreste prestare più attenzione a dove mettete i piedi. Questo ultimo studente forse mi ha convinto un po’ del fatto che non lo si fa apposta, ma ancora non sono del tutto convinto. Ecco un altro studente ancora, vediamo cosa ne dirà lui. Fermo, aspetta! Perché calpesti il prato?
-Perché non voglio passare sul vialetto: lo fanno tutti, e io voglio distinguermi, non voglio seguire ciò che la società si aspetta da me. Calpestare il prato è un atto di ribellione, e voglio spingere anche altri a compiere una scelta: passare sul sentiero tracciato o prendere quello alternativo? Il discorso non è in sé scegliere di calpestare il prato, ma far riflettere le altre persone che passeranno di qui sulla necessità di scegliere, nella vita, il percorso che sia veramente migliore per loro.
-Sì, belle parole le tue, ma comunque io devo continuamente ripiantare l’erba: non farlo di nuovo.
-Ne riparleremo allora, visto che non ne sei convinto.
-Ecco che anche questo se ne va; non penso tornerà mai per parlarne di nuovo. E io rimango qui con l’erba che, nonostante tutto, continuerà ad essere calpestata ogni giorno. Sarà meglio per me curare il giardino ora.
Il giorno seguente invece l’ultimo studente si ripresenta dal giardiniere, con una risposta.
-E così sei tornato?
-Sì, con una poesia:
Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;
Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.
I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less travelled by,
And that has made all the difference.[Due strade si biforcavano in un bosco giallo,
E mi dispiaceva di non poter percorrere entrambe
E di essere un singolo viaggiatore, rimasi a lungo fermo
E guardai giù per una di esse fin dove potevo
Fino a dove si curvava nella vegetazione;
Poi presi l’altra, altrettanto bella,
E forse con una pretesa migliore,
Perché era erbosa e non calpestata;
Sebbene, a dire il vero, il passaggio
Le avesse logorate pressappoco allo stesso modo,
E tutte e due quella mattina giacevano
Sotto foglie che nessun passo aveva calpestato nere.
Oh, ho conservato la prima per un altro giorno!
Eppure, sapendo come un sentiero porti a un altro,
Dubitavo se sarei mai tornato indietro.
Racconterò questo con un sospiro
Da qualche parte tra età e età:
Due strade si biforcavano in un bosco, e io-
Io presi quella meno battuta,
E questo ha fatto tutta la differenza]Robert frost
-Ti ho fatto cambiare idea?
-Continuo a pensare che non dovreste passare sul prato, però mi hai fatto riflettere: forse la strada più bella non è sempre quella giusta?
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